GINORI LISCI

Una famiglia legata a Querceto 

LA NOSTRA STORIA

Pulchrius lumine trino?

Lorenzo Ginori negli anni Trenta del Novecento bonifica la tenuta di Querceto e ristruttura la “villa” dei Lisci, la cui più antica testimonianza risale al 1577, in un castello dalle suggestive forme neo-medievali. Nel secondo dopoguerra il figlio Leonardo, importante studioso di architettura rinascimentale e della Manifattura di Doccia, prosegue nell’opera di modernizzazione agronomica intrapresa dal padre, secondo una linea di pensiero fatta propria da suo figlio Lionardo Lorenzo, che assieme al nipote Luigi Malenchini decide di diversificare le attività imprenditoriali di famiglia, promuovendo a Querceto il turismo, creando vigneti per la produzione di vini biologici e avviando un moderno impianto di biogas per generare energia rinnovabile. 

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CARLO ANDREA GINORI

La manifattura di Doccia

Nel Settecento visse Carlo Andrea Ginori che fu sicuramente una delle figure più importanti di questa famiglia; fin da giovane mostrò di essere ricco di talenti straordinari e, non solo incrementò il commercio ma nel 1737, all’età di 35 anni, fondò la storica manifattura di porcellane di Doccia. Fu governatore di Livorno dal 1746 al 1757, periodo nel quale sviluppò e bonificò la sua tenuta di Cecina nell’Alta Maremma Toscana che aveva acquistata dalla casa dei Lorena. 

Suo figlio Lorenzo, nel 1783, sposò Francesca Lisci ed, essendo l’ultima discendente della sua famiglia, lasciò al figlio Carlo Leopoldo tutti i suoi beni tra cui la tenuta di Querceto, la cui proprietà risaliva al 1543. Quest’ultimo, per rispettare la volontà della madre, aggiunse il cognome dei Lisci a quello dei Ginori.

LE ORIGINI

Omne trinum perfectum

La famiglia Ginori, originaria di Calenzano, si trasferì a Firenze già alla fine del Duecento scegliendo il quartiere di San Lorenzo. 

Fin dal Trecento parteciparono attivamente alla vita cittadina annoverando numerosi Priori e vari Gonfalonieri di Giustizia della Repubblica di Firenze.

Nel Quattrocento possedevano diverse case nel borgo di San Lorenzo alto (come allora era chiamata l’attuale Via de’ Ginori); su quest’area, tra il 1516 e il 1520, Carlo detto “Il Vecchio” fece costruire il Palazzo Ginori su disegno dell’architetto Baccio d’Agnolo. Egli si dedicò non solo ad una fiorente attività bancaria ma anche al commercio della lana e della seta, oltre ad essere attivo nella vita politica della sua città. 

Nel Cinquecento e nel Seicento i Ginori, proprio per incrementare la loro principale attività di commercio di lana e seta, intrapresero lunghi viaggi in Europa, in Sud America ed in Oriente. Come mercanti di lana contrassegnavano la loro merce con il marchio che viene oggi utilizzato per l’azienda vinicola della famiglia. 

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Nella prima metà dell’Ottocento, grazie al lavoro e all’intraprendenza di Lorenzo, figlio di Carlo Leopoldo, la manifattura di Doccia divenne una vera e propria grande industria, dando lavoro a più di 500 operai e aumentando notevolmente la produzione in modo da far fronte alla concorrenza dei Paesi stranieri. 

Come già nei secoli precedenti anche nell’Ottocento i Ginori furono molto presenti nella vita politica; infatti, sia durante il periodo del Granducato di Toscana sotto gli Asburgo Lorena che durante il Regno d’Italia, vari membri della famiglia furono nominati senatori e deputati.

Nel Novecento Lorenzo, nonno degli attuali proprietari, si dedicò con slancio all’agricoltura ed alla bonifica integrale della tenuta di Querceto, oltre a trasformare l’antica “villa” dei Lisci in un castello turrito e merlato.Dopo la Seconda Guerra Mondiale il figlio Leonardo prese le redini delle aziende agricole di famiglia. Egli si distinse anche nel campo della storia dell’arte scrivendo fra l’altro importanti volumi sulla storia della porcellana di Doccia e sulla storia dei Palazzi di Firenze, e, edito postumo in occasione dei ‘500 anni del Palazzo Ginori, La storia di un palazzo fiorentino.

Il figlio Lionardo Lorenzo, venuto a mancare il padre nel 1987, si è dedicato alla gestione del patrimonio famigliare, ed in particolare della Tenuta di Querceto, coadiuvato dalla moglie Alessandra e dai nipoti Luigi Malenchini e Cristina Sannazzaro. 

Alla fine degli anni ’90 Lionardo Lorenzo e il nipote Luigi hanno deciso di intraprendere una nuova avventura imprenditoriale, impiantando vigneti specializzati finalizzati alla produzione di vini biologici di qualità.

Nello stesso periodo, all’interno del paese di Querceto sono stati ristrutturati e riconvertiti per l’attività vitivinicola i locali anticamente destinati a falegnameria e magazzini di cereali. Anche le abitazioni del paese nel tempo sono state ristrutturate, trasformate e adibite a molteplici attività produttive e al turismo. In anni più recenti, al fine di implementare il progetto di azienda eco-sostenibile, è stato realizzato un importante impianto di biogas per la produzione di energia elettrica ‘pulita’.